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Le città del Salento: La Grecia Salentina

La Grecìa Salentina è quell'area del Salento formata da dieci comuni:
Calimera, Martano, Martignano, Sternatia, Zollino, Soleto, Corigliano D'Otranto, Melpignano, Castrignano dei Greci e Carpignano. Questi paesi hanno conservato nel tempo l'uso del dialetto neo-greco, ed è proprio questa lingua che è esempio di un'antica realtà storica che, per secoli, ha caratterizzato gran parte del territorio salentino.

vacanza nel salento - la Grecia salentina

Quest'area del Salento custodisce diverse espressioni artistiche che si possono ritrovare soprattutto a Soleto, ritenuto il più importante centro di cultura grica.
Massima dimostrazione ne da la Chiesa di Santo Stefano che conserva all'interno numerosi affreschi; protagonisti di questi dipinti sono Cristo e Santo Stefano, le cui storie sono narrate con l'immancabile sfondo orientale.
Sempre in quel periodo, a Soleto, venne innalzata l'alta mole della guglia di Raimondello, alta 40 metri.
Il centro storico è circondato dalla circonvallazione Raimondello Orsini che ripercorre l'itinerario delle antiche mura; delle quattro porte sopravvive quella di San Vito che conduce per il centro attraverso vie strettissime, percorrendole si possono ammirare i palazzi con le loro facciate incise con date e stemmi.

la Grecia salentina


Doverosa la visita a Corigliano con il suo Castello de Monti, realizzato nel primo cinquecento.
Quest'ultimo ha una possente mole decorata da torrioni incisi da raffinati rilievi, tipica espressione artistica latina. Esso è interamente circondato da un fossato come sistema difensivo oltre alle numerose cannoniere che si aprono lungo i fianchi.
Nei secoli fu ritoccato, lasciando negli anni la testimonianza delle diverse culture artistiche che ne seguirono.
Sempre del cinquecento è la Parrocchiale di Corigliano con l'attigua Torre Campanaria derivata dal modello di Soleto, Martignano, Martano e Melpignano. Da non tralasciare la Chiesa Matrice di San Nicola, in memoria dell'omonimo Santo Patrono. La festa di San Nicola si festeggia per ben tre volte; il 22 Agosto è la data più importante perchè rappresenta l'anniversario del miracolo delle cavallette, difatti fu proprio il Santo a salvare Corigliano dall'invasione di questi dannosissimi animaletti.

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Grande esempio di arte barocca la riscontriamo a Martano, dove sfoggia la sua massima espressione con il prospetto del Castello, la Chiesa dell'Immaccolata in piazza, la cappella della Madonna degli Angeli e il rococò Palazzo Pino, nel cui stemma c'è una tipica incisione in caratteri greci che racconta la storia di un amore perduto. Importante la tipologia edilizia delle case a corte, nel passato abitate per lo più da contadini, oggi sono divenute caratteristiche tipiche del paese. Lasciando Martano per andare a Otranto, troviamo il Palazzo Andrichi-Moschettini, con il suo fastoso portale e lo splendido balcone sorretto da sette mensoloni. In alto si possono osservare saettiere che servivano per vedere se dal mare arrivavano i temutissimi turchi.

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Anche a Martignano risulta evidente il legame con i greci, si può notare dalla Cappella di San Giovanni Battista, con all'interno innumerevoli affreschi che raffigurano immagini sacre, seguite da scritte in grico. La Chiesa Matrice del paese è dedicata a Santa Maria dei Martiri, sul suo fianco sorge la Torre Campanaria, attigua si erge la Torre dell'Orologio, realizzata nel 700'.

Il nostro percorso continua e attraversa la città di Sternatia, dalla fiorente architettura barocca, ne da dimostrazione la Chiesa Matrice SS. Assunta del 1711, con un alto campanile modellato. Essa sorge sulle fondamenta di una più antica chiesa di rito greco, dedicata a San Giorgio. Di questo antico edificio ne rimangono poche tracce, come ad esempio, una scala a chiocciola che porta sul soppalco, su questo si può vedere il volto capovolto di una Madonna o di una Santa. Un altro elemento proveniente dall'antica chiesa potrebbe essere un volto di Gesù in pietra.

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A Melpignano invece, l'architettura barocca, tocca il Convento di Santa Maria del Carmine e dei Padri Agostiniani, il cui prospetto fu disegnato da Giuseppe Zimbalo e poi eseguito da maestranze locali. Non da escludere la splendida e affascinante Chiesa Matrice di San Giorgio.

A Castrignano, da visitare, il Castello Baronale, la sua facciata è tutta in pietra leccese con uno stile molto semplice e lineare. La Chiesa Madre, non molto antica, è affiancata da un campanile dove, nelle chiare giornate estive, si possono scorgere i monti dell'Albania e la costa greca.

Passando da Carpignano si può ammirare la splendida Cripta di Santa Cristina, un'importante e rilevante testimonianza del rito greco. Ma le origini di Carpignano sono ancora più remote, ne sono testimonianza i due menhir, il Menhir Grassi e il Menhir Croce Grande o Staurotonea, entrambi ridotti in altezza a causa di chi, un tempo, pensava di trovare sotto di essi dei tesori. Altre testimonianze sono le neviere, anfratti sotterranei profondi circa tre o quattro metri, dove nell'antichità si usava conservare la neve, dato che in passato il clima del Salento era molto più rigido di quello attuale. Nelle vicinanze di questi menhir si erge la colombaia più grande del Salento, fatta costruire dagli antichi signori del luogo. Da visitare la chiesa dedicata a San Giorgio, il Santo Patrono del paese. Dall'alto del suo campanile si può ammirare il magnifico panorama dove sorge Serrano, le cui origini sono legate alla località di Stigliano. Di quest'antico centro, oggi, rimangono solo alcuni resti, come la Chiesa di Santa Marina che conserva tutt' ora affreschi dedicati alla Santa.

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Non è da tralasciare il grazioso paese di Zollino, ricco di opere megalitiche come Dolmen e Menhir, oltre alle tipiche pozzelle che servivano per l'approvvigionamento idrico. Nel piccolo centro gli esempi più antichi ed espressivi sono: la Chiesa Matrice, di arte barocca, dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. Diverse cappelle sono dislocate nel paese, come quella di San Giuseppe da Copertino, dei SS. Medici, di San Vito e San Giovanni, quest'ultime due sono le più antiche e consevano il tipico impianto medievale.

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Per finire, la città di Calimera (buongiorno in greco) dove lingua, tradizioni, musica e gastronomia hanno l'impronta greca. Poco lontano dal paese si può incontrare il Dolmen Placa in contrada San Biagio e la Specchia dei Mori. Proseguendo incontriamo la chiesetta semiipogea di San Biagio con un affresco settecentesco. Nei pressi, in un'altra chiesa poco distante, quella dedicata a San Vito, al centro della navata è infisso un masso forato, segno di un rito pagano, propiziatorio della fertilità. Nella campagna invece si incontrano molti furni o pagghiari, caratteristiche costruzioni a secco troncopiramidali ed i resti di insediamento medievale (grotte, tombe, fosse frumentarie). Nel paese, come nella maggioranza dei paesi del mediterraneo, spiccano le caratteristiche case a corte. Di fondamentale importanza la Chiesa Parrocchiale o di San Brizio, con il suo prospetto rettangolare e l'interno a croce latina. Alle sue spalle sorge un massiccio campanile a quattro piani. La visita di Calimera si può concludere presso il museo civico di storia naturale che conserva numerose collezioni di fossili, farfalle, ecc.. Sempre nel museo è attivo un centro di recupero della fauna selvatica in difficoltà che, una volta curata, viene reintrodotta nel suo ambiente naturale.